Temperature basse, ma poca neve…

Neve ad oggi

Niente da fare non ne vuol sapere di farci sciare neanche per questi pochi ultimi giorni d’inverno che rimangono, è arrivato il freddo, dopo settimane con temperature in quota quasi tropicali (e gelide invece per la città) ma purtroppo le precipitazioni sono state talmente scarse da produrre poco piu’ di 10 cm di neve ploverosa che letteralmente “svanisce al tocco”.

Quindi con grande dispiacere dobbiamo annunciare che salvo improbabili (visto l’andazzo) precipitazioni dell’ultim’ora per ora non si puo’ sciare, speriamo che presto il trend si interrompa e ci dia finalmente una nevicata degna di essere chiamata tale.

Finalmente la neve si è fatta vedere!!

Prima spolverata per l'iverno 2011-12

C’e’ voluto un po’ per vedere di nuovo bianco lo Stino (l’anno scorso la prima spolverata era stata il 25 ottobre), ma alla fine ce l’abbiamo fatta!!

Certo non si può pretendere già di poter sciare ma a livello psicologico è sicuramente una vittoria che ci fa ben sperare per il proseguo della stagione.

Rimaniamo in attesa dunque di avere un accumulo più consistente in modo da poter riprendere la pratica del nostro sport preferito in uno dei luoghi (a nostro parere) più belli del circondario.

Alla prossima per ulteriori aggiornamenti…

Nuovo gatto delle nevi per lo Stino!

kassbohrer pb 130

Il nuovo Gatto delle nevi

Grandi novità per la stagione invernale dello Stino, a seguito dell’interessamento della locale sezione della Protezione Civile, in stretta collaborazione con il Comune di Capovalle, con un particolare ringraziamento al Sindaco Rizzi Enrico e all’Assessore Righetti Claudio, è giunto stamattina direttamente dalla Kässbohrer di Bolzano il nuovo mezzo (usato in realtà ma per noi più che nuovo) che servirà per tracciare nell’inverno entrante la pista dello Stino.

Ci auguriamo che la stagione invernale sia ricca di precipitazioni nevose che ci consentano di preparare al meglio la pista per tutti gli appassionati che intenderanno cimentarsi sull’anello dell’altipiano.

Neve permettendo vi aspettiamo numerosi!!

MTB itinerario n°9 Capovalle-Laghetto rosso di Vesta-Coccaveglie-Cavallino della Fobbia-Rio secco-Capovalle

Percorso

Itinerario che in gran parte ricalca l’itinerario n° 1 introducendo un’inversione del percorso e una salita su strada sterrata dall’altra parte del monte Manos.

Si parte da capovalle in località San Rocco nei pressi dell’area di sosta “pic -nic” si imbocca la strada sterrata alta che condurrà fino alla cima del monte Manos, dopo un primo km quasi pianeggiante ne seguirà un secondo un pò più impegnativo concluso il quale la strada salirà sempre con una pendenza omogenea in completa ombra anche nelle ore più calde del giorno, itinerario ideale pe le giornate molto calde di agosto.

Arrivati al valico si procede lungo la strada quasi pianeggiante fino a trovare sulla sinistra il bivio con la strada che scende presentando immediatamente due tornanti che porteranno al laghetto rosso di Vesta. Tutta la tratta che va dal valico fino in Vesta e dal valico fino a Coccaveglie e’ stata oggetto di una recente manutenzione e pur essendo sterrata presenta un fondo liscio e compatto con alcuni tratti di discesa in curva addirittura cementati di fresco.

Proseguendo si giunge appunto alla casina di Vesta con il Lago rosso, dopo una fugace visita torniamo indietro (300 metri) per imboccare la strada che sale verso la casina alta che abbandoniamo all’ultimo tornante per imboccare un bel sentierone sulla sinistra che ci riporterà indietro sulla via di discesa verso Coccaveglie.

Come dicevo prima la strada è veramente ottima pur essendo sterrata ed in un battibaleno si  raggiunge il rifugio Passo Cavallino da cui inizia la strada asfaltata che ci riporterà prima verso Rio Secco e poi verso Capovalle appunto.

L’itinerario non presenta particolari difficoltà anche se essendo per un buon 60% sterrato è consigliabile avere almeno un pò di preparazione fisica .

A questo link potete trovare la mia traccia GPS.

La pista di fondo dello Stino rimarrà chiusa….

Il tracciato

Come potete vedere anche dalla webcam, purtroppo quest’anno non siamo in grado di poter garantire un tracciato in sicurezza di conseguenza siamo costretti ad abbandonare nostro malgrado l’impegno che ci eravamo presi a cuore con tanto entusiasmo.

Ci scusiamo con tutti quegli appassionati che in questi anni hanno dimostrato di apprezzare così tanto il nostro circuito preferendoci anche ad altri impianti più blasonati e sicuramente più organizzati.

Se l’anno prossimo ci sarà qualche evoluzione dello “stato di fatto” saremmo ben lieti di tornare ma per ora possiamo solo augurare a tutti che l’inverno entrante sia, come sembra, carico di neve e consenta a tutti gli appassionati dello sci di fondo di fare buone uscite sulla neve, anche se purtroppo non saranno nel circondario del Monte Stino.

Ricordiamo a tutti che, in caso di neve, la strada che porta allo Stino rimarrà chiusa per gli ultimi 2 km.

MTB Itinerario n°8 Capovalle Passo Cavallino della Fobbia Malga Corpaglione Cima Campei e ritorno

Itinerario

30 km per questo itinerario, anzi no circa 28 in realtà e poi vi spiego anche il perchè :).

Partenza su asfalto dal paese per raggiungere il passo Cavallino della Fobbia, qui si svolta verso sinistra seguendo le indicazioni per Coccaveglie e il Monte Spino imboccando l’unica via sterrata che si presenta. Da qui si sale percorrendo i tre tornanti  e proseguendo ancora oltre per il rettilineo per un totale di circa 2,5 km, a quel punto si arriva ad un bivio diritti si va per Coccaveglie Monte Manos, a destra invece alla malga Corpaglione, prendiamo quindi in direzione malga Corpaglione e proseguiamo sulla strada sterrata fino a raggiungere un piazzale con ben sei diramazioni. In questo punto bisogna fare molta attenzione, infatti anche noi ci siamo cascati come degli allocchi, la segnaletica dalla strada è molto carente c’è un solo cartello tutto storto che segna il Monte Spino (Campei de Cima è proprio sulla strada di quell’itinerario) e sembra che indichi di proseguire dritto sulla strada che ci si propone davanti a noi, infatti questo è quello che abbiamo fatto anche noi, purtroppo si arriva solo ad un capanno da caccia e da li poi non c’è altra via che tornare. La strada da seguire, il sentiero sarebbe meglio dire è più in basso bisogna quindi proprio scendere alla casina che si vede sotto la strada, sotto il laghetto, e li e solo li si capisce che quello è il sentiero giusto da imboccare.

Da qui in poi è impossibile sbagliare il sentiero è ben percorribile anche se abbastanza tecnico con delle belle curve e dei bei saltini, a dire il vero ci sono un paio di punti in cui è anche un pò più che tecnico, e li la bici va spinta, in molti tratti infatti l’acqua scorre nel sentiero stesso e lo ha quindi scavato rendendolo poco adatto alle nostre MTB. In ogni caso non c’è mai bisogno caricarsela in spalla e questo credo sia la cosa più importante in assoluto.

Il fondo è prevalentemente in terra battuta alternato a qualche breve tratto di roccia dura e a qualche altro di materiale ghiaioso trasportato dalla pioggia lungo il sentiero stesso,  complessivamente è comunque molto ben mantenuto e abbastanza largo si riesce a pedalare in tutta sicurezza, nell’ultimo km e mezzo inoltre appena prima di arrivare al rifugio il sentiero si allarga a diventare stradina rendendo così ancora più agevole il tratto finale del percorso.

Durante il tragitto da Malga Corpaglione a Campei de Cima si è costantemente immersi nella vegetazione, nell’unico punto in cui il sentiero si espone un pò siamo riusciti a vedere la diga di Valvestino dall’alto, sullo sfondo il Monte Baldo. Arrivati al rifugio, dove si ha una splendida vista sul lago di Garda, potete scegliere il vostro tragitto, da qui infatti si può scendere in Degagna arrivando a Cecina oppure in Valvestino arrivando a Navazzo; in alternativa potete anche, come abbiamo fatto noi del resto, semplicemente tornare sui vostri passi.

Come sempre vi allego la mia traccia GPS (fin dove è rimasto acceso perlomeno) ospitata dal sito endomondo.com, la trovate al seguente link.

MTB Itinerario n°7 Capovalle Vantone Idro Capovalle

Itinerario

Qualche tempo fa ho letto su Vallesabbianews un articolo (potete trovarlo qua) su una vecchia mulattiera recuperata  che da Capovalle porta a Vantone di Idro  e mi son detto proviamolo, ne parlano molto bene, inoltre parlano proprio di sentiero per mountainbike e passeggiate a cavallo, non sarà poi così difficile, porto anche mia sorella dunque per una volta che c’è un sentiero bello risistemato di fresco…..

L’imbocco è in zona Mandoal, la strada di mezzo delle tre una volta raggiunta l’area di picnic. Si scende un 50 metri e poi si continua tenendo sempre la destra, si noterà subito che la strada si restringe, nel giro di 500 metri stiamo già percorrendo uno stretto sentiero molto spesso non pedalabile (la staffa a monte picchia sul terreno), vabeh dico, in fondo è un sentiero qualche passaggio brutto ci deve pur essere, anche se non pensavo di trovarmelo così presto.

In effetti subito dopo (poche centinaia di metri) il sentiero sembra tornare pedalabile, si scende ancora fino a girare versante e qui iniziano i guai… La vecchia mulattiera era totalmente persa nella vegetazione, molte piante sono cresciute nel sentiero, per renderlo agibile le piante sono state tagliate, tagliate si ma a 10-15 cm da terra lasciando una marea di monconi che da qui fino a Vantone ci accompagneranno a spro battuto. Inutile dire che così è estremamente pericoloso rimanere in sella, basta colpire con la ruota uno di questi monconi per sentire la bici piantarsi ed essere disarcionati col rischio di finire di sotto quindi proseguiamo spingendo…

Il sentiero comincia a scendere in maniera decisa, facciamo un paio di tornanti, sempre con la bici a spinta, abbastanza impegnativi ma comunque ben tracciati e scendiamo. Via via che si prosegue diventa sempre tutto più difficile, il sentiero si stringe sempre più, i monconi non mancano mai, e ad un certo punto non credo ai miei occhi: il sentiero si “tuffa” letteralmente verso il basso!! Impossibile scendere con la bici a spinta, me la carico sulle spalle e mi faccio almeno un buon 50-60 metri in una sorta di “canale a strascico” appoggio la mia bici e torno a prendere quella di mia sorella, per una donna è decisamente troppo!! Quando sono in fondo alzo gli occhi e guardo, avrei proprio voluto vederlo un mulo a salire di li, mi sbaglierò ma in passato qualche tornante lì c’era di sicuro.

Da qui in poi si va avanti tutto su questa linea, i tornanti storici sono spesso stati “tagliati” e la bici va portata ogni volta a spalle, in alcuni punti il sentiero viene ad assottigliarsi in maniera tale che una bici e una persona che la spinge non ci stanno e bisogna veramente essere prudenti per non finire di sotto.

Dopo due ore abbondanti di discesa non proprio semplice, finalmente avvistiamo il lago, siamo ancora nei boschi ma questo ci da coraggio, arriviamo appena sopra ai tetti delle case di Vantone e facciamo gli ultimi 80 metri di discesa con la bici a spalle. Qui ci sono addirittura dei gradoni, dubito che il sentiero originale passasse di lì o forse i muli di una volta erano davvero dei grandi atleti perchè personalmente io e la mia bici a spalle non siamo scesi in maniera proprio agevole da lì.

La risalita sulla provinciale fino a Capovalle in confronto alla discesa è stata una passeggiata, e anche più corta come tempi, il che credo dia tutto dire. Personalmente se qualcuno mi chiedesse se quel sentiero è un sentiero adatto ad un giro di MTB gli direi che in bici non è transitabile A NESSUN LIVELLO nè tantomeno con un cavallo, se volete proprio farlo, fatelo a piedi e con dei buoni scarponi che vi riparino le caviglie e non dimenticate una buona dose di prudenza, sarà assolutamente necessaria!

Come sempre ho condiviso la traccia su endomondo.com potete trovare tutto a questo link.

MTB Itinerario n°6 Capovalle monte Stino Moerna Capovalle

Percorso

Un bel giro questo, corto ma impegnativo, circa 12 Km con 393 metri di dislivello. Si parte infilando la strada per lo Stino, completamente asfaltata fino alla chiesetta, salendo si possono ammirare panorami fantastici, nelle giornate limpide la visuale si estende  a est fino alla pianura veronese aldilà del Garda, a sud invece subito dietro il monte Maddalena ultimo baluardo prima della Pianura Padana si può intravedere la catena degli appennini e, alla fine, quando si arriva in vetta si ha una bellissima visuale verso nord della catena delle Alpi.

Ma torniamo a noi una volta raggiunta la chiesetta si procede attraversando tutto l’altipiano imboccando dalla chiesetta la strada per i musei e girando a destra appena si vedranno le indicazioni che segnalano la cucina da campo (vecchio rudere della seconda guerra mondiale di importanza storica) imboccata la stradina si prosegue mantenendo sempre la strada alta ai due bivi che seguiranno, per giungere, dopo aver superato i due appostamenti di caccia, ad un pianoro, alla fine di questo imbocchiamo la valle che scende superando il vecchio confine austoungarico, da qui in poi saremo nel territorio della Valvestino. Durante la discesa ci presenteranno un paio di recinzioni elettrificate, aggirarle con attenzione.

Seguendo la valle si giunge su una stradina sterrata e dal fondo sconnesso, qui c’è da fare particolare attenzione perchè il tutto è anche molto ripido sono comunque 5-600 metri dopodichè si arriva sull’asfalto della strada che ci conduce a Moerna, da li il ritorno verso Capovalle è più che agevole.

Come al solito vi allego il mio tracciato navigabile preso col gps potete trovare tutto a questo link

MTB Itinerario n°5 Capovalle Monte Manos Coccaveglie Passo Cavallino della fobbia Riosecco Capovalle

Percorso

16,91 Km da percorrere di cui circa 6 di asfalto e il resto su strada sterrata per circa 363 metri totali di dislivello. Un percorso che inizia tranquillo mentre si esce dal paese per imboccare la via alta nei pressi dell’area di picnic di San Rocco per poi subito immergersi nella vegetazione sulla stradina sterrata che si innalza verso il Monte Manos. La strada in oggetto ha connotazione di “Pista forestale” è quindi provvista di sbarra di chiusura ai suoi estremi con diritto di passaggio solo ai pochi che hanno proprietà in loco facendo quindi di questa tratta un percorso molto poco trafficato e di conseguenza ideale per i ciclisti.

Il fondo fino  alla fine della salita si presenta abbastanza sconnesso, duro ma con molte pietre, fondo che mette a dura prova le braccia se si dovesse eseguire questo eprcorso in senso contrario, per tutta la salita si ha uno splendido panorama, ove la vegetazione lo consente, del paese di Capovalle e del Monte Stino, essendo poi tutto il tragitto in ombra e sul versante esposto a nord si gode anche di un bel fresco per tutto il tempo della salita.

Una volta raggiunta la cima, la discesa verso Coccaveglie e il Cavallino della Fobbia si presenta molto meno ostica, la strada infatti è tutta in terra battuta e molto meno accidentata, questo tratto di strada però è aperto a tutti quindi bisogna fare attenzione a non incontrare qualche fuoristrada che provenga in senso opposto lo scambio potrebbe risultare difficile.

Il resto del rientro ossia procedendo verso Riosecco e quindi Capovalle è tutto su strada asfaltata, tutto pianeggiante o quasi fatta eccezzione per l’ultimo tratto in cui la strada sbocca sulla provinciale che sale da Idro, gli ultimi 50 metri di dislivello di salita e si raggiunge il punto di partenza.

Come sempre potete controllare nel dettaglio la mia mappa navigabile appositamente condivisa sul sito di endomondo.com cliccando qua.

Aggiornamento del 28/08/2011

Piccola variante del percorso descritto in precedenza che porta il tracciato a 20,10 Km con escursione in territorio di Treviso Bresciano che porta fino in località Perlonc. A questo link la mappa del percorso eseguito